Capitale della cultura 2018, Settimo inizia a crederci

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Articolo pubblicato il 16/11/2016 alle ore 15:14.
Capitale della cultura 2018, Settimo inizia a crederci  3
Capitale della cultura 2018, Settimo inizia a crederci 3

La presenza di Settimo nella "short list" delle dieci città italiane candidate per il titolo di capitale della cultura 2018 è una gioia che non si placherà così tanto facilmente. Adesso la nostra città deve percorrere l'ultimo miglio, quello più lungo, al fianco di altri centri italiani come Alghero, Aquileia, Comacchio, Erice, Ercolano, Montebelluna, Palermo, Recanati e Trento. E dovrà correre più veloce di queste altre città per dimostrare di avere le carte in regola per conquistare un titolo quanto mai insperato. Perché, è il segreto di Pulcinella, l'idea di candidare la città come capitale italiana per la cultura ha fatto storcere il naso a molti, soprattutto in ambito politico, qualcuno si era persino messo a ridere di fronte a quella bizzarra idea che il vicesindaco Elena Piastra stava esponendo in giunta. Le opposizioni in consiglio comunale, in particolare, hanno minimizzato da subito sulle effettive capacità di competere con città evidentemente più evolute dal punto di vista culturale. Perché poi, di fatto, noi di monumenti non ne abbiamo ma di buche sulle strade sì e i cittadini convivono ogni giorno con tutta una serie di problemi che si ripetono puntualmente, suscitando non poche polemiche. Figuriamoci quanto è difficile andare a spiegare a chi quotidianamente segnala disservizi e disagi che Settimo può essere candidata come capitale italiana per la cultura. 
Ma chi l'ha detto che devono esserci per forza i monumenti per essere definiti un polo culturale? Al posto di monumenti e chiese si possono proporre storie di integrazione sociale ed eventi, come l'ultimo Festival dell'Innovazione e della Scienza? E' proprio questo il tema intorno a cui Dario Netto e l'assessore alla cultura Elena Piastra hanno elaborato il dossier della nostra candidatura. Il messaggio culturale è la storia della città. Un racconto fatto di pagine dedicate all'integrazione, di lavoro, di una città operaia che in questi ultimi anni si è ritrovata ad affrontare quelle nuove e importanti sfide che ne hanno cambiato e stravolto l'aspetto, senza dimenticare lo sforzo e i passi in avanti che sono stati fatti in ambito culturale e sociale, grazie ad una rete di circa 200 associazioni attive sul territorio. Una storia che, almeno fino a questo momento, è piaciuta alla commissione che ha esaminato i dossier delle 21 città candidate.
Quando, martedì pomeriggio, l'elenco delle 10 finaliste è stato pubblicato sul sito del Ministero della Cultura, a Settimo è iniziato un tam tam di telefonate e di messaggi Whatsapp tra “addetti ai lavori” e politici per passare parola sul successo. “Fa effetto – commenta Dario Netto – vederci nella short list delle dieci finaliste, soprattutto se leggiamo i nomi delle 11 escluse”. “Sono evidentemente molto contento, lavorare al dossier in questi mesi è stato duro e l'essere finiti tra le 10 città finaliste è un riconoscimento importante: hanno creduto nella nostra storia”. 
"Siamo felici, ma soprattutto siamo orgogliosi - commenta il sindaco Fabrizio Puppo – di essere tra le 10 finaliste. Siamo orgogliosi che sia stata riconosciuta e apprezzata la nostra storia, la trasformazione che ha avuto la nostra città in tutti questi anni attraverso gli investimenti culturali. E’ stata premiata l’idea che la cultura non è solo quella delle città d’arte o delle città turistiche ma è anche quella di città come Settimo che non rappresentano la cultura ma la “producono”, giorno dopo giorno”.
Una sorpresa che ha travolto anche Elena Piastra. “E' andata benissimo, è stata una sorpresa meravigliosa”, commenta la prima artefice della candidatura della nostra città. Il lavoro fatto fino ad ora sul nostro territorio ha dato i suoi frutti, soprattutto guardando alla “rete, alla forza degli eventi che hanno dato una spinta non indifferente per permettere a Settimo di vedersi riconosciuta questa autorevolezza”.  “E’ una gioia immensa – commenta l’assessore con delega alla cultura Elena Piastra – e anche una bella sorpresa. Avevamo la consapevolezza che quella di Settimo Torinese fosse una “storia” forte, che parla di una città di periferia che è diventata una centralità culturale. Essere arrivati tra i primi 10 è già un successo incredibile, ma a questo punto vogliamo continuare a sognare, come abbiamo fatto in questi mesi anche quando molti ci dicevano che era impensabile candidare Settimo a Capitale Italiana della Cultura”.
Definita più volte come una “provocazione”, come una “candidatura da pazzi”, la sfida lanciata da Settimo ha raggiunto un traguardo importante, riuscendo a raccontare alla commissione giudicatrice (e a convincerla) che un centro di periferia come il nostro si può trasformare in un gioiello culturale da promuovere e sostenere. L'ora “X” è fissata per il prossimo 31 gennaio, data in cui è prevista la proclamazione della città vincitrice a cui verrà assegnato un contributo da un milione di euro.

 

 

 

Tags: settimo torinese,elena piastra,capitale,cultura,netto,ministero

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