Cirrosi biliare primitiva, lo studio promosso dall'Asl To 4 pubblicato su una rivista internazionale

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Articolo pubblicato il 12/08/2016 alle ore 16:16.
Cirrosi biliare primitiva, lo studio promosso dall'Asl To 4 pubblicato su una rivista internazionale 3
Cirrosi biliare primitiva, lo studio promosso dall'Asl To 4 pubblicato su una rivista internazionale 3

La scorsa settimana, nella prestigiosa rivista internazionale Immunologic Research, è stato pubblicato un articolo sulla cirrosi biliare primitiva con i risultati di uno studio multicentrico di cui è stata capofila l’ASL TO4, con il contributo del Direttore del Dipartimento dell'Area Diagnostica e del Laboratorio Analisi, dottor Arturo Ferrini, del dottor Antonio Maria Alfano e di tutta l’équipe di Autoimmunità del Laboratorio Analisi. A questo lavoro di ricerca hanno partecipato i Laboratori di Torino dell’Azienda ospedaliero-universitaria Città della Salute e della Scienza, dell’Azienda ospedaliera Ordine Mauriziano e dell’Ospedale Maria Vittoria dell’ASL TO2. Gli autori hanno voluto dare un piccolo, ma significativo contributo alla diagnostica e al monitoraggio di questa malattia autoimmune, valutando metodi di laboratorio più specifici e sensibili, che possano aiutare a predire il decorso della malattia. Il nuovo dosaggio quantitativo del marcatore per la cirrosi biliare primitiva studiato con questo lavoro di ricerca potrebbe contribuire al monitoraggio della malattia e aprire la strada per ulteriori studi rivolti a individuare un miglior trattamento specifico della patologia. Nell’aprile scorso i risultati dello studio sono stati oggetto di una relazione tenuta dal dottor Alfano al Congresso internazionale di autoimmunità che si è svolto a Lipsia; relazione che ha fatto da volano verso la recente pubblicazione.

“Ci fa molto piacere – riferisce il Direttore Generale dell’ASL TO4, dottor Lorenzo Ardissone – quando i nostri medici specialisti si dedicano all’attività di ricerca, oltre a quella clinica, perché il loro impegno contribuisce al miglioramento della qualità delle cure e, quindi, al miglioramento della qualità della vita dei cittadini”.

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