«Diffidate» due richiedenti asilo del progetto Sprar: non rispettano le regole

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Articolo pubblicato il 15/08/2016 alle ore 12:16.
L'intervento del 118
L'intervento del 118

Urla disperate, lacrime, la paura che quella donna (che non parla una parola d’italiano) fosse stata travolta da un’auto pirata.
Poi, grazie alle testimonianze di alcuni passanti, il giallo si è risolto chiudendosi con un «semplice» malore, forse dovuto a una crisi nervosa.
Siamo in via Regis, all’angolo con via Torino, nella prima mattinata di venerdì 5 agosto. A terra c’è una donna di colore, con i capelli rasati, subito affidata alle cure dei volontari della Croce Rossa, supportati dagli agenti della Polizia Municipale di Chivasso.
Da un rapido controllo, però, emerge che la donna è una delle due richiedenti asilo, inserite nel progetto «Sprar», colpite poche ore prima da una formale «diffida» per non aver rispettato le regole imposte, tra cui seguire i corsi di italiano e impegnarsi in progetti di inserimento.
Intanto, l’Amministrazione Comunale ha reso noti i numeri aggiornati dello Sprar.
Posti ordinari 33 (13 richiedenti asilo, 4 titolari di protezione umanitaria, 16 rifugiate), posti aggiuntivi 12 (4 richiedenti asilo, una protezione sussidiaria, 7 rifugiate politiche). Cinque le laureate, diciotto le uscite ordinarie: 5 integrazioni socio economiche sul territorio, 5 abbandono volontario, 5 fine progetto - una lavora come badante, è ha un tirocinio formativo con Garanzia Giovani , una è ospite presso una famiglia del territorio che le ha offerto vitto e alloggio in cambio di un aiuto in casa, una ha deciso di partire per un paese Estero, una vive presso una famiglia del Canavese.
Nove i tirocino formativi attivati, 4 i lavori con pagamento con voucher, tre i contratti di lavoro, un’iscrizione all’Università.
Tra i corsi seguiti, cucina italiana, cucito, make up e ricostruzione unghie, assistente familiare, corso educazione civica, corso orientamento al lavoro, igiene dentale, igiene e prevenzione, prevenzione malattie sessuali e contraccezione.
Per quanto riguarda le attività sul territorio, tra le tante ricordiamo un incontro a Cascina Caccia con la testimonianza di tre giovani beneficiarie i in occasione di un campo estivo con ragazzi dai 16 ai 24 anni, il flash mob organizzato per pubblicizzare la Festa del Forum Giovani e la partecipazione alla raccolta fondi per Telethon.

 

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