Terrorismo, espulso un tunisino

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Articolo pubblicato il 19/08/2016 alle ore 14:19.
Terrorismo, espulso un tunisino 3
Terrorismo, espulso un tunisino 3

Questa mattina, è stata data esecuzione, a Torino, al provvedimento di espulsione per motivi di prevenzione del terrorismo, emesso dal Ministro dell’Interno nei confronti di Chiahoui Bilel, nato in Tunisia il 12 febbraio del 1990, irregolare sul territorio nazionale e senza fissa dimora, gravato da numerosi precedenti penali in materia di stupefacenti.
Il provvedimento scaturisce dagli elementi raccolti nell’ambito delle attività condotte dal  ROS al fine di prevenire e contrastare il fenomeno dei cosiddetti  foreign fighters e lone wolves.
Nei confronti del Chiahoui sono emerse infatti evidenze della sua vicinanza ideologica all’estremismo jihadista e all’organizzazione terroristica “Stato Islamico”, anche in forza dei legami documentati con due foreign terrorist fighters tunisini recentemente deceduti mentre combattevano nel teatro di guerra siro-iracheno.
Infatti, come si ricorderà, nei giorni scorsi, il monitoraggio del suo profilo facebook -aggiornato con la foto del tronco di un uomo intento ad armare una pistola – aveva consentito di documentare la pubblicazione, da parte del CHIAHOUI, di attestati di stima e condivisione della scelta di due combattenti “martiri”, indicati tra i “pochi uomini veri che aveva conosciuto” e di fotografie celebrative degli stessi dei quali asseriva di voler emulare le azioni. Inoltre lo stesso aveva pubblicato un post dal quale, oltre alle rinnovate espressioni di ammirazione per i suddetti “martiri”, emergeva l’intenzione del medesimo di porre fine alla propria vita in quello stesso giorno. Era stata pertanto avviata, dai Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Pisa, una vera e propria caccia all’uomo che aveva consentito di individuarlo e sottoporlo ad un fermo di identificazione.
CHIAHOUI Bilel, che non risulta abbia frequentato moschee in Italia, aveva fatto ingresso nel territorio nazionale nel 2013 al fine di frequentare la Facoltà di Lingue e Culture Arabe dell’Università di Torino, ottenendo un permesso di soggiorno per motivi di studio non più rinnovato nel 2015.

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