Tir killer sull'A4, strage evitabile?

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Articolo pubblicato il 25/09/2016 alle ore 16:16.
I primi soccorsi
I primi soccorsi

Potrebbero esserci stati dei ritardi nel lanciare l'allarme per la folle corsa di Emil Volfe, il camionista slovacco di 63 anni che con il suo Scania, venerdì sera, ha distrutto una famiglia al casello di Rondissone. Dal primo incidente, alla Falchera, alla strage è trascorsa mezz'ora, mezz'ora durante la quale Volfe, completamente ubriaco, ha percorso un tratto di autostrada disseminato di cantieri. Passata la barriera senza alzare il piede dall'acceleratore (e senza rendersi conto di aver fatto una strage), l'uomo ha poi raggiunto l'area di servizio di Villarboit, dove è stato poi fermato dalle pattuglie della stradale mentre (sembra) si stava comprando ancora da bere. Nessuno è in grado di prevedere il futuro, ma è innegabile che se Volfe fosse stato fermato prima, Mostafa El Chouifi , 39 anni, e sua moglie Nora Rahrif, 30 anni, sarebbero ancora i genitori di tre bambini. Ora, orfani.

Nell'attesa che sia fatta chiarezza su tutti gli aspetti di questa tragica vicenda, è confernata per domani, lunedì 26 settembre, a Vercelli, l'udienza di convalida per l'arresto di Volfe. Successivamente, gli atti saranno trasmessi alla Procura della Repubblica di Ivrea.

Tags: strage,rondissone,ubriaco,camionista,a4

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