Truffavano aziende con assegni falsi: due arresti

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Articolo pubblicato il 01/08/2016 alle ore 10:21.
Nicola Filannino
Nicola Filannino

Negli ultimi tempi il Commissariato della Polizia di Stato "Barriera Milano", a Torino, ha raccolto alcune segnalazioni provenienti da diversi commercianti di zona che, dopo aver consegnato a clienti apparentemente solvibili, merci di significativo valore, hanno ricevuto assegni circolari della stessa Banca, che una volta posti all’incasso, risultavano immancabilmente essere falsi. Gli investigatori del Commissariato, esaminando le modalità delle azioni, hanno verificato che si trattava di truffe seriali che avevano colpito anche ditte sia della cintura torinese sia di altre regioni. Le vittime venivano contattate sia per via telematica sia di persona e, previo pagamento mediante assegno circolare, consegnavano i prodotti richiesti. Le aziende colpite appartengono a diversi settori e avevano fornito ingenti quantitativi di prodotti: alimentari (formaggi, prosciutti e salumi vari, vini, olio), edili (materiale elettrico e da costruzione) e arredamento (mobili, stufe, materiale informatico). Al termine di laboriose indagini è stata individuata la “mente” della banda, composta da almeno cinque persone, in  Nicola Filannino, classe 1967. Del sodalizio facevano parte Antonio Greco, 50 anni, ed altri complici, i quali provvedevano successivamente a porre sul mercato clandestino i beni sottratti. L’ammontare di tale attività, secondo le stime degli investigatori, è risultata superiore ai 200 mila euro. Durante l’indagine è stato individuato un cittadino rumeno quale autore della contraffazione degli assegni e di documenti che i truffatori si presentavano alle vittime. A  seguito del provvedimento di custodia cautelare in carcere, Filannino è stato accompagnato in carcere,  Greco è stato sottoposto agli arresti domiciliari mentre gli altri complici sono stati indagati in stato di libertà. Le indagini, coordinate dal Pm Antonio Rinaudo della Procura di Torino, proseguono per verificare se le persone arrestate e denunciate sono responsabili di altre truffe, con modalità simili, a danno di altre aziende.

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